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2009/5/10 Di recente ho sempre e soltanto scritto, qui su. Per rimediare, ecco tre foto dalla mia ultima vacanza palermitana, naturalmente con Giuliana. Buona visione.


 2008/3/23 Il Porcellino vi augura
Buona Pasqua!

2008/2/28 Alla fine il mio ultimo modellino non è stato un biplano (e nemmeno un aereo, se è per questo). Non è che non l'abbia iniziato, anzi ne ho iniziati due, ma per varie vicissitudini entrambi si stanno rivelando lavori molto lunghi; quindi, per non restare troppo tempo senza finire qualcosa, mentre lavoricchio ai due aeroplani ho messo in cantiere un progetto ambizioso: una serie di modelli (eventualmene per farne un diorama, chissà) che riproducano le nostre forze impegnate in Africa settentrionale tra il '40 e il '43, accompagnate dalla controparte inglese, l'Ottava Armata (e magari anche dagli americani, non ho deciso) e dagli alleati tedeschi, il Deutches Afrika Korps. In particolare sto cominciando da due delle più famose unità italiane: la Brigata corazzata Ariete e la Divisione Folgore; della prima ho appena realizzato un 75/18, un pezzo di artiglieria semovente (volevo iniziare da un altro carro armato, ma i fornitissimi negozi di Palermo questo mi hanno concesso di procurarmi). Per parlare di tutt'altro, di recente ho letto due libri, molto diversi tra loro e a cui sono giunto attraverso percorsi altrettanto diversi: Per chi Suona la Campana, di Ernest Hemingway, e Il Prodigioso Maurice e i suoi Geniali Roditori, di Terry Pratchett. Buone letture e buone costruzioni. Il primo l'avevo in casa da chissà quanto tempo (credo sia di mio fratello) e l'ho iniziato perché, come penso molti di voi sapranno, è ambientato durante la Guerra Civile spagnola, quindi nel solco dei miei interessi storici, mentre il secondo mi è stato più semplicemente regalato per Natale, dato che sono un fan dell'autore. Devo dire che Per Chi Suona la Campana mi è piaciuto, ma non mi ha convinto fino in fondo; la storia è bella e anche i personaggi eppure lo stile, a tratti, mi ha infastidito: Hemingway insiste molto su ripetizioni di appellativi e modi dire, per creare l'atmosfera spagnola, e alla fine risulta stucchevole. Magari sono io che non ne capisco niente. Il libro di Pratchett, invece, parte dalla storia del Pifferaio Magico, e ipotizza un accordo tra i topi e il pifferaio; solo che i topi sono solo alla ricerca di una terra dove possano vivere in pace e il pifferaio vuole solo poter suonare in pace: infatti, il vero organizzatore dell'impresa è Maurice, un gatto particolarmente intelligente che vuole solo mettere da parte un po' di soldi per la vecchiaia. Si legge in pochissimo tempo e, come al solito con Pratchett, niente è come sembra. Buone letture e buone costruzioni.

2007/12/14 Quasi un mese fa ho mostrato il primo modellino su cui mi sia seriamente impegnato nella mia vita (e di cui sono anche piuttosto orgoglioso, pur con tutti i suoi difetti). Oggi, anche questo dopo due settimane di lavoro, ho ultimato il mio secondo aereo: un Fiat G.55. C'è qualcosa di malinconico nel completamento di un modellino: insieme all'orgoglio per il risultato e all'eccitazione per il prossimo kit (ovviamente comprato ben prima di finire quello in corso), c'è la sensazione che si sia chiuso un ciclo. Un po' come quando si arriva alla fine di un libro lungo e appassionante. E la malinconia si addice particolarmente a questo aereo: elegante, dalle ottime prestazioni, ma giunto troppo tardi (i suoi primi voli precedono di poco l'armistizio, con la conseguente spaccatura in due parti dell'Italia; tant'è che il mio modello non ha più i colori della Regia Aeronautica, bensì quelli dell'Aviazione Nazionale Repubblicana) e comunque eccessivamente complesso per gli scarsi mezzi di produzione italiani. Questo è uno degli aspetti che più mi ha colpito, leggendo un po' della storia della Seconda Guerra Mondiale: sia la Regia Aeronautica che la Luftwaffe hanno continuato fino all'ultimo a sperimentare (e, nei limiti delle loro possibilità, a produrre) modelli avanzati e di altissima qualità, che proprio a causa delle loro eccellenti caratteristiche, potevano essere realizzati (e quindi impiegati) solo in quantità molto ridotte, finendo col non avere alcun impatto sull'andamento della guerra (è significativo, a questo riguardo, che il cuore della caccia tedesca sia stato fino all'ultimo il Bf 109, un modello del '35). Non vorrei spingere troppo in là queste riflessioni, ma mi sembra che illuminino almeno in parte la follia (romantica, se si vuole, seppure agghiacciante in molti suoi aspetti), il distacco dalla realtà che stava dietro al progetto nazista (del resto, Hitler continuò a discutere del grandioso futuro architettonico di Berlino con Albert Speer quando i russi erano già alle porte, se non della città stessa, quanto meno della Germania). Ancora una volta, buone costruzioni.

2007/11/18 Nelle ultime due settimane sono stato impegnato (nel tempo libero) da un'impresa che non avevo mai tentato seriamente: la costruzione di un modellino. Come mio solito, il modellino è stato a casa mia per circa un anno, prima che mi decidessi a montarlo, e a dirla tutta, l'ho anche comprato per caso: ero alla ricerca di un aereo della Prima Guerra Mondiale, un Fokker Dr.1 (l'aereo del Barone Rosso, per capirci), ma allora praticamente non c'erano a Palermo modelli di quell'epoca; a questo punto, nel terzo o quarto negozio in cui lo stavo cercando, mi sono imbattuto in uno strano biplano dall'aria molto moderna, e per di più italiano: il Fiat C.R.42. Naturalmente ho trovato un modello del Fokker un paio di giorni dopo avere comprato il C.R.42, e comunque per qualche tempo entrambi i modelli sono rimasti da parte, senza che trovassi lo stimolo per costruirli. Di recente, senza alcun motivo preciso, m'è venuta voglia di montare il triplano del Barone Rosso ma, non avendo mai montato seriamente un kit in vita mia, ho deciso di montare prima il biplano Fiat, per farci la mano. Nel frattempo che lo montavo, mi è venuta la curiosità di sapere la storia dell'aereo (nelle istruzioni di montaggio c'era una breve nota storica, ma era giusto un paragrafo e una scheda tecnica), e così ho scoperto che è stato uno degli ultimi (e dei migliori) biplani da combattimento, usato non solo dalla nostra aeronautica ma anche, per esempio, da quella svedese (e infatti scegliendo a caso tra le due colorazioni suggerite nella scatola stavo per farlo "svedese"). Be', mi sembra inutile annoiarvi con le mie scoperte, solo mi ha meravigliato come il modellismo si porti dietro tanta ricerca, e quanto ci si possa affezionare a un oggetto solo perché lo si maneggia per un paio di settimane. Buone costruzioni.

2007/9/9 Nel suo blog Flavia ha pubblicato una foto simile (nel senso che cambia leggermente l'inquadratura, il soggetto è lo stesso), ma ho deciso che il prezzario di questo distributore meriti un intervento anche qui. Anche perché mi è capitato, di recente, di passarvi davanti molto presto la mattina, e in quell'occasione le tre righe recitavano, rispettivamente, "ciao" "helo" e "suca"; non so se mi spiego. Rimango col dubbio di chi sia l'autore di questi capolavori della retorica, se uno del distributore o un concorrente, o semplicemente un simpaticone che soffre d'insonnia. Palermo è bella anche per queste piccole cose.

2007/5/4 Da qualche giorno la mia stanza è in disarmo. Circa una settimana fa, mentre stavo seduto al pc a far niente come al solito, ho sentito il tipico scricchiolio del legno che si assesta, una, due, tre volte; mi sono guardato intorno per capire da dove provenissero i rumori, pensando che qualche quadro avesse simpaticamente deciso di trovarsi una nuova sistemazione (per esempio, per terra), quando mi sono accorto che una delle staffe che reggono la mia libreria a mensole si era vistosamente piegata verso il basso: morale della favola, per via dell'umidità, alcune colonie di muffa avevano preso casa dietro la libreria, facendola imbarcare e minacciando di buttare a terra tutti miei libri (rigorosamente in doppio strato, dato il numero). Adesso abbiamo smontato le mensole e debellato (per il momento) le muffe, e quindi tutti i miei libri sono sparsi per la stanza e le mensole stesse sono in salone in terapia intensiva (o distensiva, nel caso specifico). Le foto che seguono riprendono le chiazze di muffa prima della cura; per inciso, la cura consiste in un prodotto specifico acquistato da mio padre per l'occasione: un'attenta lettura della composizione di questo prodotto d'alta tecnologia rivela che si tratta (meraviglie del progresso) di sapone, candeggina e aroma di limone. Buona visione.



2006/7/10 Mi limito a mettere qui un riferimento all'intervento di Arumina, che mi pare non ci sia molto altro da dire ^__^ 2006/6/15 Qualche giorno fa ho comprato un po' di fogli di carta colorata, così, senza un'idea precisa in mente; ho trovato solo quattro colori: il rosso, il rosa, il blu e un giallo pallido. A questi ho aggiunto il bianco dei fogli per la stampante, e qui sotto potete vedere il risultato di un paio di giorni di lavoro. Buona visione.

2006/6/14 È da un po' che non vi informo sulle condizioni dei nostri piccoli gabbiani. Ormai è da un po' che cominciano a muovere le ali, penso che non manchi molto al primo volo ^__^ Intanto guardano tranquilli il panorama...

...Sotto lo sguardo vigile della mamma.

Da che mi ricordi io, abbiamo sul balcone della cucina una pomelia, e dallo stesso tempo non l'ho mai vista fiorita. Ero arrivato a pensare che esistessero pomelie che non fanno fiori, che sia per precarie condizioni di salute (magari un vaso troppo piccolo) o per convinzione personale non saprei dirlo, e che la nostra fosse una di quelle. L'altro ieri, invece, dando un'occhiata ai girasoli dei Verdi (hanno una politica ambientale piuttosto naif, ma la loro propaganda elettorale è stata la più carina di tutte), che sono proprio lì accanto, ho visto un bel bocciolo bianco. Oggi è già quasi del tutto aperto, e quindi l'ho immortalato. Buona visione.

Mi è stato fatto notare che non ho scritto che noi della nosse siciliana di Eldalië abbiamo eletto la pomelia a nostro simbolo, che mostro di seguito ^__^
 2006/6/13 È abbastanza usuale, nei blog, riportare collegamenti a siti, a pagine più o meno divertenti (spesso tristemente divertenti, per dirla con Caparezza). Be', oggi lo faccio anch'io: il sito si chiama Engrish.com, e raccoglie segnalazioni di inglese maccheronico da tutto il mondo (prima o poi manderò qualche menù di locali finto-internazionali di Palermo). Vi segnalo un paio di chicche: una padella su cui non vanno usati attrezzi mentali, una toilette per uomini scozzesi e una compagnia di molestatori sessuali. La sezione più divertente è quella dei cartelli, molti orientali (soprattutto cinesi, direi), ma non solo. Buona visione. 2006/6/11 Contrariamente a ogni buon senso, stamattina ho tentato ancora di fare un primo piano a Giuliana, per mostrarvi il diadema che le ho fatto qualche giorno fa. Più sotto ho messo una foto che ho fatto al pezzo d'ambra prima di montarlo sul cerchio di rame, fatta per farlo vedere a Flavia. Mia madre continua a dire che dovrei farne un mestiere... Buona visione.


2006/6/8 Un breve intervento, giusto per segnalare una cosa curiosa: in questo momento (anzi, fino a un momento fa, prima che lo dicessi a Giuliana...) le visite a questo spazio erano esattamente 3333; non è un bel numero? ^__^ Non come quantità (per dire, Flavia ne ha ricevute quasi il doppio), proprio come numero. Be', volevo scrivere solo questo. Buona continuazione, qualsiasi cosa stiate facendo. 2006/6/7 Ieri è passato un anno da quando io e Giuli stiamo insieme (oddio, ormai è quasi l'altro ieri: il 5, per capirci). Per l'occasione lei mi ha regalato un bellissimo cellulare, che il mio vecchio non prendeva mai bene quando ci sentivamo, cellulare che potete vedere più sotto (la decorazione posteriore è opera sua ^__^). Dal canto mio, le ho regalato un diadema fatto con un pezzetto d'ambra e del filo di rame, di cui non ho foto (ma la farò quanto prima, per farvelo vedere), e poi un cd con una selezione di canzoni italiane (per cantare in macchina) con un suo ritratto per copertina, fatto da me e quindi ben poco somigliante (mi direte se sto migliorando, però). Buona visione.



Per finire, mi piacerebbe riportare qui la poesia che ho scritto il giorno dopo avere baciato Giuliana per la prima volta, dopo una serata incredibile, che non ho capito, ma che ricordo ancora. Grazie, Cucciola, sono ancora stupito.
C'è una fame nei tuoi baci Che sapevo, E pure m'ha stupito. C'è un'urgenza di possesso Nel tuo abbraccio: Sì, lo so, la conoscevo, E pure m'ha stupito. M'ha stupito il mio cercarti E come ti sei fatta trovare; M'ha stupito il tuo sapore E come m'è rimasto sul cuore. M'ha stupito amarti Come sapevo senza sapere. Ed ora non so. Come sarà non so. Stupiscimi.
2006/5/28 Stamattina ero alla Rinascente con Giuliana, per ritirare dei pantaloni. Ci siamo sbrigati in cinque minuti, e quindi siamo saliti al reparto donna, dove Giuliana ha provato un vestito (che le stava larghissimo) e un po' di cappelli: uno in particolare mi ha colpito e ho deciso di comprarglielo. Non c'era un'occasione o altro, solo era bello e le stava molto bene. Nel pomeriggio siamo usciti per passeggiare e lei l'ha messo: farle una foto mi sembrava il minimo; volendo è venuta un po' mossa (anche perché l'ho colta mentre si girava verso di me dopo avermi dato le spalle imbarazzata dall'obiettivo), ma l'espressione catturata mi sembra troppo bella per far caso a simili particolari. Buona visione.

2006/5/25 Oggi sono salito sul tetto del palazzo, per riuscire ad avere una visuale chiara del nido dei gabbianini. La mia presenza alla loro altezza ha inquietato un po' i gabbiani: m'hanno volteggiato intorno tutti quanti, ma in particolare due hanno schiamazzato tutto il tempo, picchiando decisamente verso di me e riprendendo quota qualche metro prima di finirmi addosso (anche perché stavo tra le antenne televisive). Ma sono stati i pulcini, a ricordarmi, con garbata ironia, che per loro sono un estraneo e un disturbo: per tutto il tempo che sono stato appollaiato sul tetto non si sono fatti vedere, nemmeno una piuma, tanto che credevo dormissero; nonappena sono ridisceso, affacciandomi al balcone ne ho visto e sentito uno, che chiamava tutto vispo la mamma per mangiare. Che dire? Nella loro attesa ho fatto un po' di foto, anche a una mosca che s'è posata lì, vicino a me (stavo fermo il più possibile, cercando di convincere i gabbiani che fossi un'antenna ^__^). Infine ho fotografato la pianta sotto cui sta il nido (che più la guardo e più mi convinco che è di un giallo innaturale...). Buona visione.






2006/5/22 Quello di ieri è stato uno di quei pomeriggi che sono fantastici con poco: il semplice far niente, seduti sull'erba parlando e guardandosi intorno (per esempio per assistere al servizio fotografico di una bambina alla prima comunione stile matrimonio: veramente tascio, se mi passate il francesismo), accompagnato dalla magia delle bolle di sapone. Ogni tanto ce ne vogliono, di pomeriggi così.

Oggi sono salito sul tetto del palazzo, per avere una visuale migliore sul pulcino di fronte; non sono riuscito nell'intento (per quello devo arrampicarmi sul gabbiotto dell'ascensore, in modo da essere più in alto del nido), ma ho avuto lo stesso una fantastica sorpresa: i piccoli gabbiani sono due! Buona visione e tanti auguri di una vita felice ai piccoli ^__^

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