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17/05/2009

14 giorni dopo

   Sono trascorse due settimane da quando è cominciato il nuovo lavoro, e già mi sembra di farlo da sempre.
   Mi sono sempre ritenuto una persona abitudinaria, ma piuttosto che soffrire i cambiamenti sto scoprendo che questo significa che mi abituo velocemente alle situazioni; da un lato perdo qualcosa in termini di entusiasmo per le novità (la sensazione di nuovo non dura più di qualche giorno) dall'altro ci metto poco a sentirmi a mio agio.
   Ogni tanto, salendo sulla metro, uscendo da lavoro o mentre mi faccio il caffé la mattina, mi capita di pensare che probabilmente ripeterò questi stessi gesti migliaia di volte, che in un certo senso dovrei anche augurarmi di ripeterli per i prossimi trenta, quarant'anni, e rimango sempre indeciso se essere angosciato o rassicurato dall'idea.
   Buona routine.

10/05/2009

Aria nuova

   La vacanza a Palermo è già finita, e pure la prima settimana del nuovo lavoro.
   Per fortuna mi trovo molto bene, i colleghi sono simpatici e disponibili, e il lavoro (anche se a quanto dicono tra un po' inizierà il periodo bollente) è fattibile e tutto sommato interessante, anche se non particolarmente divertente (del resto non lo era nemmeno il precedente). A questo proposito, ho ricevuto dalla ISI l'ultimo stipendio, e con questo direi che su quel fronte ho chiuso (a parte il CUD che dovranno mandarmi per la mia prima dichiarazione dei redditi, l'anno prossimo); ho scritto al mio ex collega per sapere come andasse, e devo dire che la situazione è peggiore di quel che pensassi: dopo tre settimane non hanno ancora individuato un sostituto permanente (e comunque per due settimane non hanno proprio mandato nessuno). Diciamo pure che non sono dispiaciuto di aver voltato pagina.
   Buona continuazione.



08/04/2009

Lavorare stanca

   L'intervento in cui parlavo del mio primo lavoro iniziava con queste parole: "Dopo qualche secolo che non scrivo nulla qui su"; noto una certa similitudine con la situazione odierna, l'ultimo intervento l'ho scritto a Capodanno e adesso la Pasqua è alle porte.
   Sono successe un bel po' di cose, tra cui la scadenza del mio contratto, che è stato momentaneamente prorogato di un mese, senza ulteriori spiegazioni (se non un generico riferimento alla ridefinizione del contratto di assistenza col Ministero) e senza accennare minimamente a cosa succederà a fine Aprile. Ah, questa proroga mi è stata annunciata con una stringata telefonata a ora di pranzo il 30 Marzo (il contratto sarebbe scaduto il giorno dopo). Non ho ancora firmato la proroga, e francamente spero di non doverlo fare.
   Giusto ieri pomeriggio ho avuto il secondo colloquio per un posto di help desk remoto a Milano, sono uno dei tre candidati (da quindici di partenza) tra cui sceglieranno (entro domani sera, mi hanno detto) il nuovo tecnico da inserire nel loro team. Sembra un posto carino, gente giovane, alla mano, sono stati molto chiari nelle prospettive di lavoro (contratto a tempo determinato per un anno, rinnovo per un altro anno e quindi eventuale assunzione a tempo indeterminato), contrariamente alla ditta per cui lavoro adesso, in cui si da per scontato che io sarò sempre disponibile (o più precisamente, ai piani alti non sono interessati ad avere un corpo stabile di sistemisti).
   Mi pare abbastanza evidente che spero in un esito positivo di questa seconda fase di selezione, anche se sono consapevole che il lavoro che mi aspetterebbe è decisamente più intenso di quello che faccio ora, ma anche più variegato e gratificante (e indubbiamente più garantito, con ferie, malattia, tredicesima e quattordicesima, il che non è da sottovalutare). Speriamo bene.
 
   Cambiando del tutto argomento, ieri ho ricevuto un pacco dalla Germania, i regali di Natale e compleanno da parte di Daniele e Bruno: come al solito nel biglietto di accompagnamento sono stati definiti "pensierini", ma in realtà si tratta di ben due cd e un libro; i dischi non li ho ancora sentiti, anche perché le sere le passo in chiamata audio con Giuliana e stupidamente non ho pensato di portarli qui in ufficio, dove il pomeriggio sono completamente solo (la mia "collega" ministeriale è scomparsa, probabilmente in ferie per Pasqua, ferie che non si esclude possano agganciarsi al 25 Aprile e magari anche al Primo Maggio*), mentre il libro me lo sono portato in treno, è un'antologia in inglese (con note in tedesco, per cui paradossalmente per me il testo è infinitamente più chiaro delle note che tentano di spiegarlo) di storie di cinquanta parole. Per ora non so dire molto di più perché ne ho lette poche, spaziano molto nei generi, una serie sono scritte da bambini tra i 6 e i 14 anni, altre da autori più o meno famosi. Vi farò sapere, magari rinverdendo le recensioni di Letti a letto (anche se tecnicamente saranno lette in treno).
   Buona continuazione.

 
   Note
 
   * E da lì il 2 Giugno è a un passo...

03/11/2008

Perché odiare il lunedì?

   Stamattina la macchina del caffé mi ha dato venti centesimi in più di resto (il che vuol dire che ho pagato il caffé macchiato dieci centesimi), e poco prima la mia "collega" di stanza mi aveva telefonato per dire che ha la febbre e quindi che ci vediamo la settimana prossima il che, se da un lato mi dispiace per lei, significa che ho la stanza tutta per me (ovvero posso mettere su i Cure senza temere di darle fastidio). Direi che la mia settimana sia iniziata bene.
   Buona continuazione e in bocca al lupo per la vostra settimana.

31/10/2008

L'autobus delle 6:29 (che passa alle sette meno un quarto)

   Con oggi sono passate tre settimane da quando ho iniziato a lavorare. Per certi versi è come se lo facessi da sempre: mi sveglio ogni mattina alle cinque e mezza, prendo l'autobus alle sette meno un quarto, il treno alle sette e venti e sono in ufficio alle nove meno un quarto; tra l'una e le due e mezza faccio mezz'ora di pausa pranzo in mensa, poi alle cinque e venti esco, prendo il treno alle sei meno dieci, l'autobus alle sette e alle sette e mezza sono a casa.
   Prima, quando pensavo a questo genere di routine mi venivano i brividi, adesso invece mi sembra una cosa molto naturale, non particolarmente faticosa né stressante (è anche vero che ho appena iniziato). Certo, molto è dovuto al fatto che il lavoro non è per niente faticoso, gli interventi di assistenza in genere sono cose semplici (per chi è pratico di computer, ovviamente, il che esclude circa il 90% del personale del mio tribunale) e i colleghi e quasi tutti gli utenti sono persone piacevoli. Direi che posso ritenermi fortunato.
   Dall'altro lato ci sono le piccole stranezze delle persone cui bisogna fare l'abitudine: divido l'ufficio con Elena, una dipendente del CISIA (Coordinamento interdistrettuale sistemi informativi automatizzati, la nostra controparte ministeriale), che è una ragazza romana buona e cara, disponibilissima nel darmi spiegazioni e buona lavoratrice (se si esclude il fatto che passi un terzo buono della giornata a telefono con il fidanzato), che però ha il difetto di parlare una lingua misteriosa, per cui le persone non ci chiamano per chiederci delle informazioni, ma si "interfacciano" con noi, oppure quando abbiamo delle cose da fare non le facciamo semplicemente, ma ci "attiviamo" per farle; non so se mi spiego.
   Oppure il referente informatico del tribunale, che sarebbe la persona che ci autorizza a installare i pc per i nuovi dipendenti oppure a sostituire i vecchi con eventuali pc nuovi (e in teoria uno che di computer se ne intende), che quando gli ho detto che dovevo installare il service pack 3 su alcuni computer non aveva la più pallida idea di che cosa fosse; ma forse anche per questo posso ritenermi fortunato, visto che posso fare qualsiasi cosa senza che nessuno capisca bene di che si tratti.
   E in tutto questo tra un paio di settimane dovrebbe arrivare il mio primo stipendio, che durerà più o meno da Natale a Santo Stefano visto che ho in programma un paio di spesucce (e una cena da offrire a mio fratello e agli altri familiari di qui).
   Buon lavoro, buono studio o buon qualsiasi cosa facciate per passare le giornate.

11/10/2008

Si lavora e si fatica?

   Dopo qualche secolo che non scrivo nulla qui su, e dopo meno di quattro mesi e mezzo di ricerche, ho trovato il mio primo lavoro! Per essere precisi ne avrei trovato tre, che cominciavano tutti più o meno in questi giorni, una settimana prima o una settimana dopo: avrei potuto iniziare la settimana appena passata a fare l'agente di vendita per l'INA, con la prospettiva tra due anni di entrare nell'amministrazione di una fantomatica filiale di futura apertura, per molti motivi ho scelto di no; avrei potuto iniziare lunedì un corso per fare poi da metà Novembre call center di assistenza per Sky, un part-time di quattro ore cinque giorni a settimana, che poi in realtà partirà la settimana prossima, e che è di sei e non di quattro ore, per motivi vari (tra cui il fatto che mio padre non era per nulla contento) ho scelto di no; e quindi non mi restava che la terza opportunità, per cui da questo lunedì lavorerò a Bergamo, presso il Tribunale, a fare assistenza informatica di base (mio fratello, che è più informato di me, sostiene che la mia posizione si definisce help desk di primo livello). Il contratto è un Co.Co.Co. (o comunque si chiamino adesso) di sei mesi, suppongo con possibilità di rinnovo.
   Mi è stato chiesto se fossi contento, e francamente non saprei che cosa rispondere; sicuramente è una buona cosa, una buona possibilità di fare curriculum per altri lavori migliori (o per una posizione migliore in questa stessa ditta), ma al momento direi che più che contento sono emozionato: lunedì comincio a lavorare, a guadagnare soldi miei, a rendermi indipendente. In effetti di tutto questo sono contento.
   Buona continuazione.

01/08/2008

Vacanze sondaline bis

   Un breve intervento, giusto per dire che ho messo su un album con una piccola selezione di foto fatte da Giuliana durante le mie permanenze a Sondalo.
   Rivederle, selezionarle, mi ha lasciato addosso un leggerissimo velo di malinconia.
   Buona visione.

27/07/2008

Vacanze sondaline

   Non ho grande voglia di scrivere. Non tanto perché abbia poco da raccontare, ché qui tutto sommato qualcosa si muove, anche se ancora niente di concreto, solo alcune possibilità. È che ogni volta che mi metto a pensare a cosa raccontare mi vengono in mente troppe cose che non è tempo di scrivere, e che comunque sarebbe difficile esprimere; a volte penso di scriverne una poesia, ma anche quello mi riesce faticoso e allora chiudo tutto e ascolto un po' di musica.
   E quindi anziché scrivere, vi racconto con due album le mie gite a Sondalo, a trovare Giuliana e sua madre venute su a prendere un po' di fresco in montagna.
   Senza questi cinque giorni quest'Estate sarebbe stata vuota, anche se me ne sono accorto solo ora che sono passati, e che guardo le foto per scegliere le più rappresentative. A ripensarli ora, questi giorni, mi accorgo di come abbiamo perso, quasi avessimo davanti tutto il tempo del mondo, le mattine a fare la spesa all'immancabile Iperal e le sere a guardare la tv.
   Ecco, e insieme a questa cinquantina scarsa di foto immaginatene un altro paio: una di noi tre al supermercato, al banco della frutta, a scegliere per mezz'ora un melone giallo, per poi scordare di pesarlo e quindi doverlo lasciare alla cassa, e un'altra seduti sul divano, io e Giuliana a sinistra e sua madre a destra, a vedere per una serata spezzoni di spettacoli di Fiorello su Raiuno. Così avrete un quadro perfetto di questa piccola vacanza.
   Buona visione.

15/10/2007

Come si arriva a detestare un poeta

   Oggi si conclude il primo mese di registrazione delle ricerche che portano a questo spazio, raccolte nell'elenco Come si Arriva?.
   Da questi trenta giorni di visite si possono trarre due conclusioni, di cui una abbastanza ovvia: Google è il motore di ricerca più usato in Italia e di tutte le cose che ho scritto sul blog, l'unica che desti qualche interesse al di fuori dei miei conoscenti è la recensione alle poesie di Erri De Luca.
   Quest'ultima conclusione non è che mi dispiaccia in sé e per sé, tuttavia mi infastidisce un po' che il novanta per cento della gente che capita qui lo faccia cercando notizie su De Luca (sono arrivati anche cercandone l'indirizzo e-mail...), anche perché in fondo in tutto il blog ne ho parlato soltanto una volta, e nemmeno diffusamente.
   Naturalmente sono coscente della natura paradossale di questo intervento, visto che probabilmente attirerà ancora di più i ricercatori di De Luca (le parole chiave di sono praticamente tutte, e per dovere di completezza aggiungo qui le immancabili "opera" e "acqua"), ma non ho potuto fare a meno di commentare la situazione.
   Se posso dare un consiglio a tutte le persone che giungono qui cercando notizie su De Luca, magari lo fate già (più o meno è possibile ricostruire i "percorsi" delle singole visite, ma non è facilissimo e comunque non mi interessa più di tanto), ma comunque, quando capitate qui date un'occhiata al resto del blog, ci sono disegni, foto, poesie (mie), recensioni di varia natura, riflessioni più o meno interessanti; se avete tempo a disposizione, provate anche a farvi un giro tra gli spazi dei visitatori che hanno anche lasciato un commento, a volte si fanno scoperte davvero affascinanti.
   Buon proseguimento e buone ricerche a tutti.

12/09/2007

La Terra Ferita

   Circa tre settimane fa, quando la Sicilia, ma un po' tutto l'Italia meridionale, è stata divorata dalle fiamme, non c'ero. Ero nell'Alto Lazio (o nella Bassa Toscana, secondo i giorni) con i miei, dopo essere stato una decina di giorni a Monza da mio fratello. Avevamo l'auto e siamo tornati a Palermo, percorrendo la Salerno - Reggio Calabria e quindi la Messina - Palermo, giusto un giorno dopo l'ondata di incendi e qua e là se ne vedevano le tracce (e ancora alcuni focolai, soprattutto in Campania); la foto qui di seguito è stata scattata (con la mia nuovissima Panasonic LS60) sulla Salerno - Reggio, non ricordo di preciso dove ma in Calabria: a oscurare il sole, ancora ben alto sopra l'orizzonte, è una densa nuvola di fumo.



   Avevo sentito che tra le zone della Sicilia più colpite c'era il comune di Cefalù, nelle cui vicinanze (ma dal lato opposto rispetto alla zona colpita dagli incendi) passo le estati da quando avevo un anno e mezzo; in questi giorni ci sono tornato per vari motivi, e mi ha fatto impressione vedere in che stato sia ridotta la campagna che fino a un mese fa era verde e viva, vedere quelle case a un passo, e a volte nemmeno a quello, dall'erba annerita dal fuoco.



   È evidente che gli incendi siano dolosi; è stata tirata in ballo la mafia, ma per una volta credo che non sia direttamente responsabile della cosa, se non nel senso più ampio di un tipo di mentalità radicata qui in Sicilia; si parla degli stagionali della Guardia Forestale, che hanno tutto l'interesse a provocare incendi per essere necessari per il loro spegnimento; recentemente sono stati arrestati dei pastori, che brucerebbero i boschi per avere più pascoli per i propri animali.



   Non so di preciso cosa intendesse ottenere chi ha appiccato questi e gli altri incendi, ma quello che ha ottenuto è un danno enorme per tutti, di cui queste foto catturano solo l'aspetto più esteriore e immediato.

04/06/2007

Pomeriggio d'un cane in un bar del centro

   Oggi pomeriggio sono stato con Giuliana da Mazzara, un bar abbastanza conosciuto, con pretese (non eccessive) di chiccheria, del centro di Palermo; la giornata non è stata un granché: ha piovuto un po' per tutto il tempo, e mentre ci sedevamo come al solito a un tavolino del gazebo piovigginava ancora.
   C'era poca gente, visto il clima; come spesso accade abbiamo preso un semplice cappuccino, e se la cosa meriti di essere raccontata è solo perché un bel cagnone dormiva placidamente, acciambellato in mezzo ai tavoli. Stava lì, a ripararsi dalla pioggerella che non ne voleva di smettere, e nessuno degli avventori ha avuto da ridire sulla sua presenza silenziosa (per tutto il tempo che siamo stati lì è rimasto immobile come lo vedete nella foto).
   Cose che capitano nei giorni di pioggia.



22/12/2006

Musica, maestro

   Giuliana è partita per il Giappone.
   Il mio regalo di Natale per lei era già lì che l'aspettava (se l'era portato Flavia), quindi non avevo niente da darle prima della partenza; siccome ogni volta (più o meno) che ci vediamo mangiamo una caramella insieme, ho deciso di dargliene una per ogni giorno che avrebbe passato in Giappone. Insieme alle caramelle le ho dato un cd, in cui sono registrati tre piccoli brani, scritti, eseguiti (male) e registrati (peggio) da me.
   Teoricamente questo intervento doveva servire a darvi un collegamento (be', tre collegamenti) per sentire questi brani e farvi un'idea di quanto sia scarso a suonare, ma Filelodge fa i capricci come al solito, quindi non posso metterli online. Per ora siete salvi.
   Appena il sito ritorna operativo li carico e vi informo.
   Buona prosecuzione.

14/10/2006

Un giorno di pioggia Alberto e Giuliana incontrano un fiume per caso

   Oggi a Palermo ha piovuto. È autunno, che c'è di strano? Direte voi. In teoria niente, o meglio, sul fatto che piova non ho nulla da ridire, è il periodo; altra cosa è quel che succede a Palermo quando cadono due gocce (ok, magari di gocce devono caderne quattro, ma il succo non cambia).
   Lascio che siano le foto che ho scattato nel pomeriggio a dire quello che non saprei come descrivere a parole.
   Buona visione.


 

 

 

 

 

 

29/09/2006

Sono un traditore

   E sì, lo devo confessare: sono un traditore; questa parte nel dramma, a quanto pare, è mia di diritto.
   Ma andiamo con ordine, diamo un contesto a questa mia confessione.
   Qualche tempo fa, un mio amico ha comprato un gioco da tavolo, che risponde al nome di Shadows over Camelot (SoC, d'ora in poi), e fin qui, tutto bene. Il suddetto gioco è un po' particolare, perché non si è tutti contro tutti né tantomeno a squadre: SoC è un gioco cooperativo, in cui tutti i giocatori collaborano nel tentativo di battere il gioco stesso (che mena come un fabbro, vi assicuro), e anche fino a qui non c'è niente di male. Quindi i giocatori guidano i cavalieri della Tavola Rotonda, uniti e compatti contro le ombre che si addensano sopra il castello di Camelot. Tutti uniti, compatti. Tranne uno.
   Per rendere il gioco più intrigante, i due autori hanno pensato di inserire tra i cavalieri un traditore, un vile ingannatore che finge di aiutare i nobili cavalieri, quando in realtà tenta di minare ogni loro tentativo di arginare l'avanzata del male; il traditore si sceglie a caso e segretamente: nel gioco c'è un mazzo di otto carte, sette Leale e una Traditore, che vengono distribuite, una per giocatore, prima dell'inizio della partita; a prescindere da quanti giocatori ci siano, ognuno ha una possibilità su otto (il 12,5%, per chi ama le percentuali) di essere il traditore. I più intuitivi di voi avranno già intravisto i contorni della tragedia, ma quello che più atterrisce è il suo volto, e vado a mostrarvelo.
   A oggi abbiamo giocato meno di dieci partite (sette o giù di lì) e in queste il traditore s'è manifestato in tutte tranne una (facciamo che erano sette, quindi il traditore è stato presente sei volte); di queste sei, la carta del traditore è toccata a me quattro volte (il 66,6% delle volte in cui il traditore era effettivamente presente, il 57,1% di quelle giocate: confrontate col 12,5% di possibilità pura di esserlo per farvi un'idea).
   Dirò di più: ieri abbiamo giocato due partite, e tra la prima e la seconda avevo detto che se il traditore fosse uscito di nuovo a me l'avrei rifiutato: naturalmente è capitato a me, e in un impeto di sdegno l'ho scoperto e gettato dall'altro lato del tavolo (una possibilità su otto, dicevamo: la possibilità che esca due volte di seguito è una su otto ancora su otto, una su sessantaquattro, l'1,6%). Abbiamo ridato i ruoli, sono risultato ancora e immancabilmente il traditore (tre volte di seguito: una volta su otto ancora su otto e di nuovo su otto, una su cinquecento dodici, lo 0,2%): a questo punto, come si dice dalle mie parti, me la sono chiantata (ho accettato stoicamente il mio destino) e abbiamo giocato. Ovviamente ho perso, dopo tante volte non mi sento in grado di giocare un traditore credibile (anche se ero aiutato dal fatto che nessuno poteva pensare che fossi ancora io).
   C'è un disegno dietro a tutto ciò? Un significato? Il CICAP che direbbe di questo fenomeno inspiegabile? Ma soprattutto: giocando a SoC, sono condannato a essere per l'eternità Tristano il traditore? Non lo so, ma sento che è così, e mi tormento. (che Catullo mi perdoni...).
   Buona continuazione, qualunque cosa steste facendo.

28/09/2006

Una nuova fase

   Da qualche tempo, ne discutevo ieri con Cimozia, passo il mio tempo a disegnare, le linee e i colori sono il mio mezzo privilegiato d'espressione. La mia Musa è sempre la stessa (e forse col disegno risalta di più la monotematicità), solo che mi suggerisce nuove strade per renderle omaggio.
   Chissà perché.
   Chissà perché quei gesti che fino a poco tempo fa mi riuscivano goffi, ridicoli, oggi mi sembrano tanto naturali.
   E d'altro canto, da un po' di tempo cerco di riprendere le fila dello Haiku della Settimana, ma senza fortuna. Non è che non riesca a mettere insieme tre versi, dal punto di vista meccanico gli haiku sono fin troppo facili, è solo che niente mi soddisfa.
   Si vede che per ora il disegno è la mia via.
   Buona continuazione, qualunque cosa steste facendo.

13/09/2006

4000 e altre novità

   Oggi il mio spazio ha raggiunto le 4000 visite (erano 4001 giusto qualche minuto fa); mi faceva piacere scriverlo ^__^
   Come ho scritto qualche tempo fa, nella mia fase di colonizzazione del web ho creato un account su DeviantArt, e ieri mi sono lanciato in un ardito esperimento: dopo un lungo girovagare tra centinaia di foto, ne ho scelta una per farne un disegno, un po' come finora ho fatto con foto di Giuliana. Il risultato (e l'originale) li potete vedere dal collegamento qui su (nella pagina del disegno c'è il collegamento alla foto).
   Sono abbastanza soddisfatto dei miei progressi come disegnatore, ricordo i tempi in cui invidiavo il tocco magico dei disegnatori; non sono ancora arrivato a quei livelli, anzi ne sono distante più o meno quanto prima, ma riesco a ottenere risultati di cui posso evitare di vergognarmi.
   Buona continuazione, qualunque cosa steste facendo.

06/09/2006

Hobbiton

   Le mie vacanze sono finite, si torna al normale corso della vita, si torna al blog (spero di esservi mancato ^__^ ).
   La fine settimana appena trascorsa l'ho passata a San Daniele del Friuli, partecipando all'Hobbiton, con un'appendice di mezza giornata a Venezia.
   Grossi resoconti a parole non mi sento di farne, ci sarebbero troppe piccole e grandi cose da menzionare e non renderei mai l'idea del piacere di rivedere i vecchi amici e di conoscerne di nuovi, ma a breve metterò su due album, uno su Hobbiton e dintorni e uno su Venezia.
   Buona vita e bentrovati.

14/06/2006

La radio

   Fino a qualche giorno fa ascoltavo la radio dal pc (Radiodue); fino al giorno in cui sono iniziati i mondiali, quando Radiodue via web è diventata gettonatissima (suppongo per via di Rai dire Gol): in pratica mezz'ora prima della prima radiocronaca il pc s'è ammutolito, rifiutandosi categoricamente di riprendere il segnale.
   Messo alle strette mi sono fiondato sulla mia radiosveglia, che da qualche anno ormai faceva solo da sveglia, visto che la radio aveva smesso di funzionare: la necessità fa virtù, e quindi ho manipolato la radio per un paio di minuti, ripristinandone la piena funzionalità (non chiedetemi come ci sia riuscito).
   A questo punto ho rimesso la radio come sveglia, sostituendo il fastidiosissimo cicalino (che puntualmente zittivo al secondo trillo, prima di essere davvero sveglio, riaddormentandomi come se nulla fosse). Adesso mi sveglio col Ruggito del Coniglio, come ai primi tempi dell'università (al liceo mi svegliavo con le meditazioni religiose ^__^;), e tanto è bastato a migliorare sensibilmente le mie giornate.
   Perché vi racconto tutto questo? Non lo so, ma ci pensavo e mi piaceva condividere con voi queste riflessioni.
   Buona continuazione di qualsiasi cosa io abbia interrotto.

30/05/2006

The agitator

   Certe volte avvengono strane coincidenze: solo ieri ho scritto sul blog una breve riflessione sull'apertura alle opinioni altrui, e oggi leggo sulla Repubblica un articolo su una persona (per mancanza di definizioni più accurate e altrettanto pubblicabili) che ha fatto dell'accettazione del diverso la sua bandiera, e che di questa bandiera ha fatto un uso analogo a quello suggerito non abbastanza tempo fa da Umberto Bossi (di cui adesso la Padania chiede la nomina a senatore a vita, con un senso ironico, direi persino dadaista, delle istituzioni): Oriana Fallaci.
   Non ho nessuna voglia di sintetizzare l'articolo in questione, anche perché sarei indubbiamente di parte, quindi preferisco lasciare a tutti la libertà di leggerlo. Ritengo, comunque, che anche l'articolo stesso sia di parte, sono portato a ritenere impossibile che una persona abbia opinioni in qualche modo sintetizzabili con le parole riportate dal giornalista; avrei curiosità di leggere qualcosa di Fallaci, ma l'idea di finanziarla con l'acquisto di un suo libro mi infastidisce, quindi credo che mi limiterò a quel che leggo sui giornali e alle occasionali presenze in tv (che tendenzialmente confermano il mio pregiudizio).
   Indubbiamente avrà le sue ragioni per odiare (più o meno) tutto il mondo, ragioni che non conosco, ma che a naso non credo che condividerei. Se in materia di religione mi sbaglio ed esiste il Karma, plausibilmente Oriana Fallaci si reincarnerà in un messicano gay di fede islamica.
   Buona lettura (si fa per dire).

29/05/2006

Un pensiero che mi gira per la testa in questi giorni

   Un pensiero che abbia tra i suoi assunti una qualunque declinazione di: "e chi non la pensa come me è pazzo o in malafede", un pensiero così deve essere ripensato, rivisto, perché sicuramente ha qualcosa che non va.